Una volta era facile: appena maturato il diritto si compilava la domanda e si andava in pensione dal mese successivo. Da qualche anno, invece, esiste un sistema di finestre che è bene conoscere e programmare su misura per la propria situazione personale. È, quindi, sempre consigliabile farsi assistere da un Ente di patronato. L’assistenza è molto qualificata e gratuita per tutti. I patronati sono, infatti, collegati on line con l’Inps e garantiscono la correttezza delle pratiche.
I nostri lettori, inquadrati come commercianti o artigiani presso l’Inps, possono accedere alla pensione da gennaio 2010 se si trovano in una delle seguenti condizioni:
• uomini e donne con 40 anni di contributi maturati entro il 30 giugno 2009;
• uomini e donne con almeno 35 anni di contributi già maturati a dicembre 2008. Questo vale però soltanto per i nati nel 1949 o anni precedenti;
• norma speciale per le donne. Le signore nate nel 1950 o anni precedenti, ma soltanto se hanno almeno 35 anni di contributi (sempre maturati entro il 2008) e hanno optato per il sistema contributivo. È un caso più teorico che reale.
Per i dipendenti, le regole sono un po’ più generose. Da gennaio 2010 può, infatti, avere la pensione se si trovano in una delle seguenti condizioni.
Pensioni di anzianità
Per i dipendenti di qualsiasi età che abbiano almeno 40 anni di contributi alla data del 30 settembre 2009.
Oppure, con almeno 35 anni e 58 anni di contributi, se già maturati alla data del 30 giugno 2009.
Per le donne che hanno optato per il sistema contributivo, l’età scende a 57 anni, purché compiuti entro giugno del 2009. Anche questa è una situazione marginale, probabilmente utile per casi personali o aziendali di necessità. Le pensioni calcolate con il sistema contributivo sono, infatti, notevolmente più basse di quelle calcolate sulla media delle retribuzioni o dei redditi. Prima di fare questa opzione è indispensabile farsi fare un preventivo dall’Inps o da Patronato.
Pensioni di vecchiaia
Da gennaio 2010 possono avere la pensione i dipendenti che hanno compiuto 60 anni, se donna, e 65, se uomini, entro il 30 settembre 2009. Per gli autonomi, le stesse età devono essere state compiute entro il 30 giugno del 2009. In soldoni, si diventa vecchi più tardi. Cioè sei mesi dopo per gli autonomi e tre mesi dopo per i dipendenti.
Per aver diritto alla pensione di vecchiaia è necessario avere un certo numero di anni di contribuzione, e cioè: • almeno 20 anni;
• almeno 15, se maturati entro il 1992 o se entro la stessa data era stata presentata la domanda per la prosecuzione volontaria;
• almeno 5 per le pensioni contributive. Queste ultime sono attualmente molto rare, perché riguardano soltanto chi ha cominciato a lavorare dal 1996 in poi.
Naturalmente si tratta di pensioni di importo bassissimo, a volte di poche decine di euro al mese.
Pensione minima 2010: dieci centesimi in più al giorno.
Sembra uno scherzo, ma l’aumento delle pensioni per l’anno 2010 è esattamente di 3 euro e 21 centesimi al mese. Così stabilisce la legge, applicata all’inflazione. Difficile pensare che serva a rilanciare i consumi, ma così è.
Da gennaio 2010, ogni pensionato al minimo incassa quindi esattamente 461,41 euro. Come sempre, con gli arrotondamenti alcuni pagamenti saranno di 462 euro e altri di 461. Ma la sostanza resta la stessa: il sistema di calcolo degli aumenti (indice di inflazione) non è in grado di sostenere i pensionati
. Ma ci vuole una nuova legge e anche una notevole massa di denaro. L’Inps ha già ricalcolato tutte le pensioni: ben 16 milioni di pensionati (per circa 20 milioni di pensioni in pagamento) possono fare i conti del proprio reddito mensile per il nuovo anno. Tra i vari aumenti, c’è anche quello a 597,85 euro per chi ne ha diritto (il famoso milione di lire del 2002 per i pensionati), di cui tratteremo in un prossimo articolo. È importante conoscere un po’ il meccanismo della pensione minima, perché più della metà dei pensionati italiani (specialmente tra i lavoratori autonomi) percepisce proprio questo tipo di pensione. Vediamo, quindi, quando spetta la pensione al trattamento minimo.
Quando l’Inps calcola una pensione, applica le percentuali di legge alle retribuzioni o ai redditi dell’assicurato. Il calcolo reale è un po’ complicato, ma possiamo semplificare dicendo che ogni anno vale il 2 per cento.
Facciamo un esempio, immaginando un reddito pensionabile mensile (o una retribuzione se si tratta di un lavoratore dipendente) di 1.200 euro e che gli anni di contributi siano soltanto 15. Il reddito pensionabile è la media rivalutata degli ultimi anni.
Ovviamente, in questi 15 anni bisogna comprendere sia il lavoro, sia i contributi cosiddetti figurativi per servizio militare, maternità, malattia, disoccupazione. Se ci sono stati, valgono anche i versamenti volontari ed eventuali riscatti. Con 15 anni di contributi si matura il 30 per cento di questa cifra.
Nell’esempio, sono 360 euro mensili, circa 101 euro meno della minima. Questa è la pensione tecnica maturata. Prima di pagare questa pensione, però, l’Inps deve controllare i redditi della persona e dell’eventuale coniuge. Se questo controllo va bene, la pensione sarà pagata al livello di 461 euro mensili, la minima appunto. Quei 101 euro aggiunti vengono chiamati integrazione al trattamento minimo.
Per avere diritto all’integrazione (i 101 euro) bisogna però stare sotto i livelli che, per legge, ogni anno sono fissati. I limiti del 2010 saranno comunicati ufficialmente dall’Inps in questi giorni ma, orientativamente, il reddito annuale deve essere inferiore circa 5.957 euro e quelli dei due coniugi insieme inferiori a circa 17.869 euro. Ci possono essere anche integrazioni ridotte per chi supera di poco questi limiti di reddito. L’Inps, come sempre, spiega bene questi passaggi nel certificato di pensione che invia a inizio anno a tutti.
Nella tabella riportiamo i nuovi importi del 2009 e del 2010 per i vari tipi di pensione.
| Pensioni superiori al minimo di tutte le categorie |
| Fasce di importo menisli |
Indice Istat |
Aumento |
| Fino a 2.291 |
0,7% |
0,525% |
| Oltre 2.291 |
100% |
75% |
| Importi spettanti nel 2010 ai titolari di pensioni minime, assegno e pensione sociale |
| Categoria |
Importo 2009 |
Importo 2009 |
| Trattamento minimo |
458,20 |
461,41 |
| Trattamento minimo MIL (*) |
594,60 |
597,85 |
| Pensione sociale |
337,11 |
339,47 |
| Assegno sociale |
409,05 |
411,91 |
| (*) Nel 2010 può beneficiare della maggiorazione MIL chi ha oltre 70 anni d’età (o anche 60 se si è invalidi totali) e ha un reddito personale non superiore a 7.772 euro, che sale a 13.127 euro per i pensionati coniugati. |