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Normativa

Nuovo DPCM 26 aprile 2020: poche novità per i Centri ottici

E' stato firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il nuovo DPCM volto a contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull'intero territorio nazionale e diretto a dare il via alla cosiddetta “fase 2”.

Innanzitutto, per ciò che riguarda le attività di commercio al dettaglio quale quella dei Centri ottici, all'articolo 1, punto z) si ribadisce che sono sospese le attività di commercio al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell'allegato 1, dello stesso decreto. Nel medesimo allegato, tra le attività di prima necessità viene nuovamente contemplato il "commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia" e pertanto i Centri ottici ancora una volta rimangono aperti.

Al punto dd), viene poi precisato che gli esercizi commerciali la cui attività non è sospesa ai sensi del presente decreto sono tenuti ad assicurare, oltre alla distanza interpersonale di un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni; si raccomanda altresì l'applicazione delle misure contenute nell'allegato 5, che si richiama integralmente.

Pur rimanendo in essere molte delle misure già in atto per fronteggiare la pandemia e pur prevalendo un sentimento di cauto approccio, nel nuovo decreto si intravedono i primi timidi segnali di un allentamento del “lockdown” che ha caratterizzato le ultime settimane e si individuano (allegato 3 del decreto) le attività produttive industriali e commerciali che dal 4 maggio p.v. potranno riaprire, tra le quali, il manifatturiero e delle costruzioni, considerate strategiche e vitali per il nostro Paese (Art. 2).

Tutto ciò ovviamente dovrà avvenire nel rispetto dei contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali di cui all’allegato 6 del decreto. Queste specifiche, già note, non riguardando direttamente i Centri ottici in quanto lo spirito del dispositivo è trattare quelle attività della filiera diverse dalle attività aperte al pubblico dove sono collocati i Centri ottici (Art.1). Ma è una buona base per definire un modello di riferimento anche per alcune attività nel centro ottico in presenza di dipendenti e/o collaboratori.

Il decreto prevede poi che, per garantire lo svolgimento delle attività produttive in condizioni di sicurezza, le Regioni monitorino con cadenza giornaliera l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e, in relazione a tale andamento, le condizioni di adeguatezza del sistema sanitario regionale e che i dati del monitoraggio siano comunicati giornalmente dalle Regioni al Ministero della Salute, all’Istituto superiore di sanità e al comitato tecnico-scientifico.

Con riferimento alle attività professionali, poi, il decreto raccomanda l'assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile il rispetto della distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, l'adozione di strumenti di protezione individuale, oltre che l'incentivazione delle operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche attraverso l'utilizzo, a tal fine, di forme di ammortizzatori sociali. Questa parte, con i dovuti approfondimenti e distinguo del caso che saranno affrontati al più presto, tocca ovviamente anche i nostri Centri ottici. Non dimentichiamoci che l’attività nei Centri ottici si compone di una parte “commerciale” ma anche di una parte “professionale”, quest'ultima indispensabile e fondamentale per esempio per fornire i Dispositivi medici su misura e la relativa assistenza.

In ordine agli spostamenti sul territorio, il decreto prevede invece che gli stessi siano consentiti se motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità, ovvero per motivi di salute (a tal proposito si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie), rimanendo vietati in ogni caso, a tutte le persone fisiche, di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. E' in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.  

Le disposizioni ivi contenute producono effetto dalla data del 4 maggio p.v e sono efficaci fino al 17 maggio 2020. Fino a tale data vengono mantenute le disposizioni già in vigore dal precedente DPCM e relative ordinanze locali.

Infatti, poiché si continuano ad applicare le misure di contenimento più restrittive adottate dalle Regioni, anche d'intesa con il Ministro della salute, relativamente a specifiche aree del territorio regionale, si consiglia di controllare sempre quanto contenuto nelle eventuali ordinanze regionali.


Pubblicato il 28-04-2020 alle 16:36:31 | Stampa