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Comunicazione

Nonostante tutto gli eventi di settore sono un’opportunità

È indiscutibile che il nostro Paese stia attraversando un momento difficile, come è indiscutibile che dall’Europa stiano arrivando potenziali pericoli per il nostro settore (leggi Editoriale del n. 723 di Ottica Italiana). E in questo scenario, non del tutto accogliente, ecco arrivare l’ennesima “costruttiva” critica.

Ci riferiamo ad un post apparso sui social dove si dà dei “folli” agli organizzatori di due eventi del settore. Il post non meriterebbe risposta, ma è occasione per fare chiarezza, e quindi sana informazione sui motivi che avevano portato alle scelte degli organizzatori, senza necessità di ricevere a tutti i costi i famigerati “click” dei quali molti vanno alla forsennata ricerca.

L’attenzione sul post di chi scrive non è sicuramente riferibile al fatto che si prendano di mira due eventi: oltretutto era stata prevista per l’Albo la possibilità di una partecipazione anche a distanza.

Probabilmente l’appellativo di “folli” non è neanche giustificabile pensando al grado di rischio che un eventuale partecipante correrebbe: non esiste il rischio “zero” e sicuramente partecipare ad un evento dove vengono rispettate le massime precauzioni di sicurezza è “probabilmente” più sicuro che svolgere altre attività quotidiane, specialmente per chi lavora in un centro ottico. Ricordiamo che i congressi sono regolamentati da linee guida specifiche validate da organi competenti, come l’Istituto superiore di sanità: rispetto a lavorare in un centro ottico è, inoltre, possibile garantire la distanza interpersonale.
Un evento congressuale è più sicuro rispetto a rischi in cui, probabilmente, incorrono anche i ragazzi quando al mattino prendono i mezzi pubblici e vanno a scuola o gli adulti per recarsi al lavoro.

Un congresso permette la gestione del singolo congressista garantendo il distanziamento sociale tra operatori che, per inciso, operano in ambito sanitario e quindi “dovrebbero” aver bene assimilato le norme precauzionali fin dal lontano marzo. Oltretutto, le linee guida permettono la partecipazione di un numero massimo di persone che, per quanto riguarda l’evento di Colli del Tronto, era limitato a 1/10 della normale capienza (200 presenze in spazi che normalmente ospitano 2000 operatori).

Il post non indigna nemmeno per il fatto che, quando questi eventi sono stati pianificati, erano permessi dalle Autorità sanitarie e di Governo. E nemmeno per il semplice fatto che il nostro settore, visti i pericoli sopra accennati, ha necessità di poter dare un segnale alla classe politica nazionale e internazionale. Inoltre, il Congresso Adoo aveva anche lo scopo di approfondire alcune tematiche legali e fiscali che è difficile affrontare a distanza, e trovare la quadra, attraverso un lavoro di sintesi per future, ma vitali, azioni a tutela della categoria, che queste si dovrebbero stimolare la partecipazione.

E non fa arrabbiare nemmeno per il fatto che sono gli stessi colleghi che chiedono, come le aziende, opportunità di incontro - come è avvenuto per il Date di Firenze – per cercare di dare un senso di normalità alla nostra vita professionale che rischia, a Natale e, poi, nel 2021, di essere seriamente compromessa.

E non indigna nemmeno per essere stato strumentalizzato un post, dando dei “folli” agli organizzatori, a poche ore del nuovo DPCM che di fatto “sembra” sospendere gli eventi congressuali, ma non le fiere (quindi l’area Expo degli eventi sarebbe formalmente autorizzata… ), a poche ore dalla trasformazione di un altro evento del settore in presenza a “online” e condividendo un post dove la nostra organizzazione avvisava che avrebbe approfondito la questione. Approfondire la questione significa trovare soluzioni alternative, con senso di responsabilità, che potenzialmente includono anche l’annullamento. Specialmente se lo richiedono le nuove normative.

Perché quel post indigna? Ancora una volta, invece di alzare il telefono e chiamare i colleghi che in queste “organizzazioni” operano per spirito volontaristico, si preferisce puntare su un post “acchiappa click”, che sicuramente un effetto lo ha generato: fare perdere del prezioso tempo, senza dare un serio contributo a chi, questo aiuto, ci chiede. Se l’evento è da annullare, sarà annullato.
Resta il fatto che per aiutarsi ed aiutare l’unico modo è partecipare alla vita associativa, ma forse stare solo su facebook è più comodo.


Pubblicato il 20-10-2020 alle 15:30:51 | Stampa