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Il dottor Piovella e i mulini a vento

Continua la battaglia contro i mulini a vento del presidente della SOI, dott. Matteo Piovella, che, dopo il video dello scorso 26 novembre, torna alla carica con una nuova registrazione pubblicata pochi giorni fa (precisamente il 14 dicembre).
L’obiettivo non cambia come non cambiano le modalità: gettar discredito sulle categorie degli ottici e degli optometristi, allestendo un teatro di vaghe e imprecise speculazioni. “L’attività di ottico non è professione sanitaria”, recita imperiosamente il titolo assegnato al video; titolo che ha vagamente il sapore della scoperta dell’acqua calda visto che, come disciplinato dall’art.12 del R. D. 31 maggio 1928, n.1334, “l’Ottico è un’arte ausiliaria delle professioni sanitarie” e pertanto, come tale, rientra a pieno nella vigilanza del Ministero della Salute (come già chiaramente espresso nella nota del Minsal del 3 ottobre 2018 inviata a SOI, ndr.). Ma oltre a ribadire ciò che è ovvio, facendolo passare per un doveroso chiarimento, è interessante notare come il dottor Piovella rincari la dose affermando, per l’ennesima volta, che gli optometristi non esistono.
Il presidente della SOI insiste nell’infischiarsene delle sentenze, fra le altre, della Corte di Cassazione secondo cui l’optometria è “un’attività che non è regolata dalla legge, ed il cui esercizio - allo stato attuale della normativa - deve, proprio per questo, ritenersi libero, lecito anche penalmente, per la semplice ragione che non sussiste nessuna norma positiva che lo vieti, a condizione che non venga invaso l'ambito, strettamente curativo, riservato al medico oculista” (Cass. n. 27853/2001).

Le invasioni di campo, gli abusivismi professionali sono assolutamente deplorevoli e vanno incondizionatamente condannati, da ogni parte e per qualunque professione. Abbiamo più volte ribadito che le professioni di ottico, optometrista e di medico oculista operano in campi d’azione diversi e ben nettamente separati (pur afferendo al medesimo ambito della visione). Ma il dottor Piovella sembra non interessarsi a tale tipo di affermazioni, altrimenti, per comunione d’intenti, troverebbe in noi un valido alleato e non uno spregevole avversario, da sminuire e combattere.

Nel video i minuti scorrono veloci e le parole, talvolta a fatica, continuano a rincorrersi, ma nulla di ciò che il dottor Piovella afferma sembra afferire ad una logica a noi comprensibile. L’approccio generalista e infondatamente accusatorio del dottor Piovella rende ancora più inaccettabile la sua disquisizione in cui giunge ad attaccare lo stesso Ministero della Salute per mancata vigilanza in materia.
Il presidente della SOI pare essere più interessato alla delegittimazione di una professione libera e lecita a cui si approda o tramite il conseguimento di un diploma/attestato o tramite un percorso di formazione statale (in Italia vi sono sette corsi di laurea in Ottica e Optometria che rientrano nell’offerta formativa del MIUR) e a ridurre, come espresso in più occasioni, la professionalità dell’ottico a quella di un semplice bottegaio che specula sulla salute dei cittadini.
E la salvaguardia del libero esercizio delle professioni nei limiti imposti dalla legge? Non dovrebbe forse essere questo il vero obiettivo da perseguire?

Negli ultimi minuti della registrazione il dottor Piovella cita un isolato caso di abusivismo professionale (da verificare), facendolo assurgere a condotta generale di un’intera categoria di professionisti. Non sarebbe forse il caso, egregio dottor Piovella, di speculare su casi il cui percorso anche legale si è concluso, anziché su notizie sconosciute ai più e sulle cui dinamiche dovranno probabilmente esprimersi i giudici?
Riteniamo poi estremamente poco ortodosso far derivare una conclusione universale da un caso particolare. Soprattutto quando questa sua illazione rischia di danneggiare professionisti esperti e onesti, che esercitano quotidianamente le proprie competenze nel rispetto dei ruoli e della legge. Ciò ci pare ormai francamente irricevibile e inaccettabile tanto che ne chiediamo una Sua immediata assunzione di responsabilità.

La battaglia (resta il dubbio contro chi o contro che cosa) va avanti e verrebbe da paragonare l’intrepido dottore, all’hidalgo Don Chisciotte, se non fosse che almeno alla figura di quest’ultimo riconosciamo una sana e maggiore empatia.

Nota Federottica

 

Leggi News precedente: Ministero della Salute: il presidente Soi travisa e cita la nostra nota in modo non corretto 


Pubblicato il 19-12-2018 alle 17:31:23 | Stampa