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Comunicato stampa

Coronavirus: un primo commento al Decreto Legge "CURA ITALIA"

In riferimento al Decreto Legge 17 marzo 2020, n.18 denominato "Cura Italia" riportiamo un breve commento su alcuni aspetti che riteniamo meritevoli di particolare attenzione. Questo, in attesa delle valutazioni tecniche che a breve arriveranno dai nostri consulenti fiscali e legali e che pubblicheremo sui nostri canali ufficiali quanto prima.

Il documento rappresenta un primo tassello del piano di azione del Governo per contrastare gli effetti dell'emergenza sanitaria sul piano economico e sociale: ulteriori misure, già preannunciate dal Presidente del Consiglio e che dovrebbero essere oggetto di un nuovo decreto il prossimo mese di Aprile, potrebbero aggiungersi sul tema della semplificazione, dell'innovazione e sull'alleggerimento delle tasse.

Nel frattempo però riteniamo che l'attuale decreto fiscale, sicuramente utile per la gran parte della popolazione, sia insufficiente per il nostro comparto. Come già riportato alcune settimane fa all'attenzione della Confcommercio, confederazione alla quale Federottica aderisce e che, ovviamente, su tematiche di questa portata ha la delega oltre che il ruolo e le competenze specifiche, le perdite per i centri ottici saranno devastanti al pari di altre categorie. 

Riteniamo inoltre che il ruolo di fornitori di beni di prima necessità sia un dato acquisito, ragionevole vista l'emergenza in atto, ma questo non deve danneggiare le nostre imprese che non possono certamente essere paragonate ad altre categorie che hanno di fatto aumentato, per la crisi, la loro offerta. 

I centri ottici che hanno deciso di rimanere aperti, su base volontaria, oltre ad avere investito per la sicurezza loro e dei loro utenti, hanno risposto alla chiamata del Governo per dovere civico: fornire in caso di emergenza i dispositivi a quelle persone che altrimenti avrebbero avuto grossi problemi nel lavorare e vivere. Non solo anziani ma sopratutto gli operatori sanitari che oggi sono sul campo: autisti delle ambulanze, infermieri, medici, operatori delle farmacie, insomma chiunque nella filiera emergenziale deve poter vedere bene. 

Queste vendite, comunque limitate, non possono però garantire la sussistenza di un Centro ottico: per questo motivo Federottica, attraverso Confcommercio nazionale si farà carico, nelle modalità e tempistiche più opportune, di dare voce alle categoria che, coinvolta e resasi disponibile, non deve uscirne umiliata.


Pubblicato il 18-03-2020 alle 18:46:59 | Stampa