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Congresso

Un "Protocollo comune" AIMO-Federottica al servizio dell'utente

La collaborazione tra categorie continua e si intensifica. È sempre più una realtà la sinergia tra ottici optometristi e oftalmologi, frutto di un percorso difficile e delicato di avvicinamento delle due categorie, intrapreso da tempo dal presidente di Federottica, Giulio Velati, e dall’allora presidente dell’AIMO, Claudio Azzolini, e che ora si va diffondendo e allargando sempre più, anche alla luce di un mutato contesto professionale ed economico.

In occasione del recente Congresso nazionale AdOO di Bologna, Alessandra Balestrazzi, segretaria nazionale dell’Associazione Medici Oculisti Italiani, e Andrea Rattaro, presidente dell’Albo degli Ottici Optometristi, hanno annunciato un “Protocollo comune” tra ottici optometristi e oftalmologi, sottolineando l’importanza di una maggiore chiarezza sui rispettivi ruoli e di creare dei percorsi utili per entrambe le parti, affinché le due professioni possano finalmente collaborare fianco a fianco e con pari dignità a totale beneficio degli ametropi/pazienti.

Da dove nasce l’esigenza di un protocollo comune e quali finalità persegue?

Alessandra Balestrazzi: «L’esigenza nasce dalla volontà di stare al passo con i tempi. La professionalità e le competenze delle nostre categorie sono molto cambiate negli ultimi anni, la confusione sui rispettivi ruoli non ha fatto che aumentare la conflittualità e non ha di certo portato benefici ai clienti/pazienti, che devono sempre rappresentare il nostro interesse principale. Stilare un protocollo comune consentirebbe di fare chiarezza sui rispettivi ruoli e di creare dei percorsi di collaborazione utili per entrambe le categorie».

Andrea Rattaro: «Il momento è maturo affinché le due professioni possano finalmente collaborare fianco a fianco a totale beneficio degli ametropi e non. Ufficializzare un percorso comune ritengo possa essere un atto fondamentale per la crescita professionale delle rispettive parti».

Quali sono gli impegni reciproci previsti per gli ottici optometristi e gli oftalmologi?
Andrea Rattaro: «Una volta formalizzato l’atto del Protocollo comune, il nostro reciproco impegno non si esaurisce lì. Saremo impegnati anche sul fronte formativo, scambiandoci preziose informazioni delle reciproche aree professionali. Anche l’organizzazione di eventi di aggiornamento e/o congressuali rientra tra le prerogative di questa preziosa intesa».

Alessandra Balestrazzi: «A mio parere, oltre alla realizzazione del Protocollo comune sarebbe utile organizzare delle campagne informative e di prevenzione in collaborazione tra le due categorie rivolte a medici e pazienti. Molto utili sarebbero anche dei piccoli corsi di aggiornamento per scambi di informazione e di opinioni. Ottici optometristi e oculisti potrebbero informarsi reciprocamente sulle novità e sulle possibilità da offrire ai pazienti nei rispettivi campi di interesse.

Abbiamo avviato ormai da due anni una collaborazione di questo genere con Federottica con risultati molto interessanti. Inoltre, su alcune tematiche potrebbe essere utile sfruttare le conoscenze fisiche dell’ottico optometrista e quelle cliniche dell’oculista, per condurre ricerche scientifiche più approfondite e complete come già succede in altre nazioni».


L'articolo integrale di Massimiliano Lanzafame è pubblicato su Ottica Italiana 7-2013

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Pubblicato il 10-07-2013 alle 12:20:18 | Stampa