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Jurilli: “Dalle Oficinae parte la nuova fase di Fonda”

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Il ceo dell’azienda racconta l’evento che per quattro giorni ha messo a confronto i professionisti del settore sul tema della vista fragile e ha presentato i concetti alla base della nuova fase di Fonda: nuovo logo e claim, responsabilità sociale, formazione e innovazione tecnologica.

Quattro giorni per ritrovarsi insieme e riprendere, dal vivo, un percorso mai interrotto con la propria community. Le Oficinae Fonda hanno racchiuso, dal 17 al 20 giugno, il valore del confronto e dello scambio reciproco di opinioni e di esperienze, ruotando intorno a quattro concetti portanti dell’azienda: un rebranding importante, la responsabilità sociale, l’Academia Fonda e gli ambasciatori del benessere visivo. Ottica Italiana ha raccolto le sensazioni vissute dal ceo di Fonda, Michele Jurilli, e approfondito con lui i temi affrontati nei quattro giorni di evento.

Com’è stato ritrovarsi, finalmente, con gli ottici partner?
«È stato un avvenimento importante, anche per celebrare i dieci anni di Fonda. Alcuni ottici hanno concluso la prima parte del percorso formativo e sono diventati ufficialmente ambasciatori del benessere visivo, con tanto di proclamazione. È stato un momento in cui abbiamo avuto la sensazione di essere in un consesso di persone “speciali”, che hanno a cuore il proprio lavoro e che condividono una missione: produrre un impatto sociale positivo. Ognuno di noi è consapevole che gli utenti, cui rivolgiamo i nostri sforzi, chiedono semplicemente di vedere meglio. È questo l’obiettivo che ci poniamo tutti i giorni quando lavoriamo». Tant’è vero che abbiamo coniato il nostro nuovo pay-off: “Vedere meglio. Sempre”».

L’evento ha segnato anche nuovi step, come il nuovo logo di Fonda: qual è stata la scelta e cosa comunica?
«Il nome del brand deriva dal fondatore, Gerald Fonda, e il simbolo dei nostri primi dieci anni rappresentava l’idea di precisione e realizzazione di ausili su misura. Un messaggio più tecnico rivolto al settore professionale. Il nuovo simbolo è frutto di una ricerca impegnativa, fatta con un grande maestro di sviluppo di loghi. Desideriamo aprire la nostra attenzione al pubblico come si evince dal logo stesso: al suo interno, infatti, c’è un occhio che ruota tre volte su sé stesso e genera uno scudo: la protezione alla difesa della vista che è fragile.
Non vogliamo parlare più solo di un prodotto tecnico, pur continuando a farlo, ma di un prodotto studiato per il benessere complessivo della persona. Infatti, stiamo impostando una comunicazione con un linguaggio rivolto al pubblico, anche se il nostro interlocutore rimane sempre il professionista della visione. Per questo abbiamo evoluto la nostra immagine, il nostro modo di comunicare e il nostro linguaggio. E l’abbiamo fatto anche con i materiali che daremo in dotazione ai nostri ambasciatori, in modo che riescano a trasmettere questi concetti al pubblico». 

V. Maiorano

L’intervista completa, pubblicata su Ottica Italiana 754-2022è disponibile anche online nella versione pdf. Per sfogliarla basta registrarsi al nostro sito.