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Federottica e i vaccini: siamo per ora “obbligati” ad aspettare

vaccini

La questione vaccini è in questi giorni l’argomento più trattato sui canali generalisti e sui giornali. È il tema del momento, anche sui social riferibili al nostro settore dove, molto spesso, si leggono post di operatori che chiedono informazioni a riguardo.

Federottica, come avvenuto lo scorso anno in merito ai protocolli operativi e alle aperture nelle zone rosse – un ottimo risultato ottenuto a vantaggio di tutti – si è subito attivata verso le istituzioni per richiedere che gli operatori dei centri ottici venissero inseriti nella prima fase vaccinale. Purtroppo leggiamo i commenti di alcuni “detrattori” – preferiamo pensare gentilmente a loro come “distratti” – che imputano alla “solita” Federottica la responsabilità di non avere ottenuto riscontro.

Questa è un’ottima occasione per mettere i cosiddetti puntini sulle “i”. Ma davvero credete che Federottica non si stia interessando alla questione? Del resto, lo ha scritto tempo fa sui propri “media”: che senso avrebbe scriverlo e poi stare fermi ad oziare.

Ricordiamo che, ad oggi, mancano chiare evidenze del piano vaccinale nazionale come manca una omogeneità a livello regionale, visto oltremodo che le stesse Regioni sono competenti in materie sanitarie. A riprova, arriva anche la notizia della sostituzione del Commissario nazionale all’emergenza: tutto fa pensare che qualche problema a livello nazionale, oltre che europeo, ci sia.

Davvero qualcuno sta pensando che la mancanza di questo piano, di un’organizzazione vaccinale e degli stessi vaccini sia imputabile alla Federottica? Ma davvero? Lo dite seriamente oppure sono solo le solite frasi fatte, del tipo “piove, governo ladro”, lanciate distrattamente sui social e che fanno danno non solo alle nostre azioni politiche, ma anche a tutto il settore e, oltretutto, anche a chi le scrive.

Qualcuno davvero sta pensando che basterebbe chiamare il Ministro per dirgli: “Caro sig. Ministro, siamo Federottica, un sindacato di categoria, e pretendiamo il vaccino per tutti i nostri operatori.” Se così fosse il presidente Federottica non sarebbe solo il nostro Presidente, ma anche un superiore del Ministro stesso. Ma purtroppo non è così.

Anzi, ci troviamo a dover rappresentare una gran parte di operatori che non solo non ci sostengono, ma ci dileggiano togliendo forza, in termini di numeri, alle nostre rivendicazioni sindacali.

Se poi vogliamo scendere nello specifico, ricordiamo che è per merito di Federottica se, fin dal primo momento, i centri ottici sono sempre potuti restare aperti, ottenendo lo status di prima necessità e riducendo così i danni da chiusura forzata. Ancora oggi nelle zone rosse possono lavorare. Senza questo intervento, oggi molti colleghi starebbero a casa ad aspettare il vaccino. Invece hanno potuto lavorare, oltretutto attraverso un protocollo stilato proprio dalle associazioni, visto che anche sotto questo punto di vista siamo stati abbandonati dalle istituzioni.

Tornando ai vaccini, davvero qualcuno pensa che Federottica non sia intervenuta e non stia provando ad intervenire continuamente? Tenendo conto delle difficoltà che stanno incontrando addirittura alcune professioni sanitarie tutelate da Ordini e Collegi – e quanti sono i loro operatori rispetto ai nostri associati, visto che non esiste un obbligo di associarsi – a ragion di logica è possibile pensare che Federottica possa rappresentarci con forza, ottenendo sempre risultati immediati, quando non siamo associati e oltretutto promuoviamo la nostra convinzione di non associarci mai?

Federottica, per chi non lo avesse ancora capito, NON è un Ministero o un ufficio pubblico. È un’organizzazione privata composta da operatori (titolari di centri ottici in primis) che, unendosi, provano a raggiungere dei risultati. Pretendere senza aiutare è un binomio che non regge. Pretendere da Federottica risultati immediati su un tema così delicato, in un ambiente caotico e confuso come è quello relativo alla gestione pandemica, non è onesto intellettualmente.

Chi oggi contesta l’operato di Federottica, dimostrando oltretutto di non conoscere i dettagli del suo operato, segue i dettami della frase proverbiale “Armiamoci e partite”, solo che a partire sono sempre gli stessi. Per quanto riguarda i vaccini, per ora, non ci resta che aspettare buone nuove.

Leggi la notizia precedente: “Federottica: vaccino subito per operatori dei centri ottici, siamo attività di prima necessità” (7 gennaio 2021)