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I centri ottici sono una risorsa da valorizzare per il sistema sanitario

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Il convegno “Ottici e optometristi: partecipi e attivi nella prevenzione visiva sul territorio”, di Palazzo Pirelli a Milano, organizzato dal Consiglio regionale lombardo in collaborazione con Federottica Lombardia e associazione Goal, ha evidenziato la valorizzazione dell’ottico optometrista nel sistema sanitario regionale e la necessità di dare forza a questo ruolo.

«Un convegno che chiude una fase e ne apre un’altra». In questo pensiero di Renzo Zannardi, past presidente di Federottica Lombardia, c’è il concetto che ha ispirato l’incontro di ieri al Pirellone, sede del Consiglio regionale lombardo, organizzatore dell’incontro in collaborazione con Federottica Lombardia e Goal (gruppo oculisti ambulatoriali liberi), dal titolo “Ottici e optometristi: partecipi e attivi nella prevenzione visiva sul territorio”, e che ha messo di fronte professionisti della visione, istituzioni e realtà associative e professionali nel campo del benessere visivo.

Un pomeriggio intenso che ha ripercorso il percorso iniziato nel 2014 con il report del Crems (Centro di ricerca in economia e management in sanità e nel sociale) dell’Università Liuc di Castellanza, aggiornato al 2021 e illustrato nel corso del convegno, e arrivato con l’approvazione dell’emendamento che valorizza la figura dell’ottico optometrista nel sistema regionale lombardo all’interno della legge regionale di riforma del sistema sanitario lombardo.

Dopo gli interventi degli esponenti politici regionali presenti, l’incontro, moderato da Luisa Redaelli, architetto della comunicazione, ha ospitato diversi interventi a partire da Gabriella Pagani, presidente Federottica Lombardia, che ha illustrato la forza della capillarità dei centri ottici, con una stima che in Lombardia è di un centro ottico ogni 5mila abitanti. Sono una risorsa strutturata e la loro valorizzazione sarebbe un supporto valido per abbattere le liste di attesa. Una nuova frontiera è rappresentata dalla telemedicina e la collaborazione tra ottici optometristi e oftalmologi diventa decisiva in questo senso.

Emanuele Porazzi, direttore Healthcare Datascience-Lab, centro sull’economia e il management nella sanità e nel sociale, Liuc business school, ha illustrato l’aggiornamento al 2021 del report Crems, in cui vengono sottolineati i cambiamenti nella società, accelerati anche dalla pandemia: smart-working, Dad e un uso sempre maggiore di device digitali. Il Covid, inoltre, ha avuto un impatto fortissimo sul sistema sanitario nazionale, con il blocco delle attività programmate in ospedale, le conversioni di reparti per far fronte all’emergenza e lo sviluppo della diagnostica Covid, tutte attività che hanno dirottato risorse sanitarie al contrasto della pandemia. A ciò si è aggiunta la limitazione degli accessi alle strutture sanitarie. Tutti elementi che hanno portato a un calo delle prestazioni e all’allungamento dei tempi di attesa. Il ruolo dei centri ottici, grazie a capillarità e potenzialità, potrebbe portare a un miglioramento di questa situazione con un ampliamento dell’offerta delle prestazioni.

Danilo Mazzacane, medico oculista e segretario dell’associazione Goal, ha affermato l’importanza di una sinergia sempre più virtuosa, interdisciplinare e multidisciplinare, sempre nel rispetto dei ruoli e delle competenze, in cui un ruolo importante può giocarlo la formazione: per gli optometristi in forma anglosassone, e per gli oftalmologi con un approfondimento dei temi ottici. Ha infine sottolineato l’importanza degli investimenti in sanità, che sono un volano per l’economia nazionale.

Andrea Afragoli, presidente Federottica nazionale, ha ripreso i dati dell’addendum Crems per ricordare come i centri ottici italiani sottopongano ogni anno circa 5 milioni di persone a controlli visivi, un numero che conferma il proprio ruolo di front office anche per la facilità di fruizione. E ogni anno sono un centinaio di migliaia le persone che vengono inviate, dagli ottici optometristi, agli specialisti per un approfondimento. Strutturare questo percorso, quindi, significa intervenire su qualcosa che appartiene quotidianamente alla buona pratica. Questo seme piantato nella legge regionale lombarda, quindi è destinato a diventare una pianta robusta, ma va reso formalmente integrato al sistema sanitario.

Il convegno ha poi accolto le testimonianze di Alfredo Pece, medico oculista e presidente della Fondazione Retina 3000 onlus, che ha portato la propria esperienza sul campo anche sul tema del marketing della sanità e sottolineato come sia importante rafforzare il rapporto di fiducia tra medico e paziente, Maria Brasioli, medico di base, che ha raccontato la sua collaborazione proficua con un ottico optometrista, e Maria Luigia Mottes, presidente del Coordinamento Lombardia associazione diabetologi, che ha lanciato la proposta di collaborazione e di screening congiunti.

Ha chiuso i lavori Renzo Zannardi, che ha voluto evidenziare tutti gli aspetti positivi della giornata, dal trovarsi a discutere insieme all’interno della casa della democrazia lombarda, finalmente in presenza e con la sala piena, con tutti i protagonisti del settore: ottici optometristi, medici, istituzioni, associazioni e stampa del settore. Ha poi sottolineato come la politica sia stata capace di trovare soluzioni bipartisan e che la Regione sia stata sempre in prima fila, virtuosa e pioniera. Ora serve che si faccia portavoce di questo impegno anche a livello nazionale.

V. Maiorano